Chi decide sta spesso lontano dal punto in cui si esegue. Vede la mappa e non il terreno. Da lì può ordinare di avanzare quando avanzare è impossibile. Oppure di fermarsi quando fermarsi è già pericoloso.
Un ordine impossibile non produce lentezza. Produce paralisi. Chi lo riceve ha due strade e non gli piace nessuna. Può obbedire e mandare tutto a sbattere. Può disobbedire e prendersi la colpa. Mentre esita non fa né una cosa né l'altra, e il tempo utile passa.
Il meccanismo è che un ordine trasporta una decisione. Non trasporta le informazioni con cui è stata presa. Chi lo riceve non può correggerlo. Non sa quale parte era essenziale e quale era solo un dettaglio. Così un comando dato senza conoscere le condizioni reali toglie iniziativa invece di darla.
La cura non è comandare di meno. È dire l'obiettivo e lasciare libero il modo. Un obiettivo si adatta al terreno che chi esegue ha davanti. Un ordine dettagliato si adatta solo al terreno che chi comanda immagina.