Gran parte della vita dipende dalla qualità delle scelte. Non dalla quantità di cose che sai. Non dalla velocità con cui pensi.
Il meccanismo è che scegliere è una capacità a parte. Non deriva dall'intelligenza e nemmeno dallo studio. Esistono persone acute, colte e osservatrici che davanti a una scelta sbagliano quasi sempre. Sembra quasi che cerchino il peggio. La differenza si vede solo nei momenti che contano.
Servono due cose distinte e vanno tenute separate. La prima è la capacità di scegliere davvero, cioè di decidere invece di rinviare. La seconda è la capacità di prendere il meglio tra le opzioni presenti. Rinviare è una scelta, ma quasi sempre la peggiore.
Da qui una conseguenza pratica. Per diventare una persona di scelta devi esercitarti a scegliere. Le occasioni piccole allenano il criterio per quelle grandi. Buon gusto e giudizio corretto crescono con la pratica e non con la teoria. Il criterio migliora se annoti la ragione di ogni scelta.