L'astuzia serve, ma non va esibita. Non conviene compiacersene e ancora meno vantarsene. Tutto ciò che è artificiale va tenuto fuori dalla vista. Chi la esibisce perde subito il vantaggio che aveva.
Il meccanismo è la diffidenza che genera. Vedere qualcuno manovrare mette in allarme. Da lì nascono fastidio, sospetto e desiderio di rivalsa. I danni superano sempre le previsioni di chi manovra. Nessuno perdona di essere stato trattato come uno strumento.
Serve comunque una difesa, perché l'inganno è diffuso. La cautela va raddoppiata proprio per questo. Deve però restare invisibile. Altrimenti produce lo stesso effetto dell'astuzia esibita. La prudenza migliore somiglia a semplice ordine nel lavoro.
Alla fine il criterio è l'esecuzione. Muoversi con prudenza dà un vantaggio reale nelle azioni. Non esiste prova di intelligenza più chiara di questa. L'abilità vera sta nella sicurezza con cui una cosa viene portata a termine. Non sta nella furbizia raccontata dopo. Il resto è racconto e serve solo a chi lo fa.