Le azioni sbagliate hanno una caratteristica comune. Dopo averle fatte si vorrebbe non averle fatte. Le azioni buone hanno la caratteristica opposta. Dopo averle fatte, nessuno le rimpiange.
Detta così sembra una banalità. Diventa utile appena la si usa prima e non dopo.
Il meccanismo è la possibilità di simulare. La mente sa già come reagirebbe a una cosa fatta. Basta spostare il punto di osservazione e guardare la scelta da domani mattina, invece che da adesso.
Questo funziona perché il rimpianto è più stabile del desiderio. Il desiderio dipende dallo stato del momento, e cambia in mezz'ora. La reazione di chi guarda indietro dipende dai criteri profondi della persona, che restano gli stessi.
Da qui un test rapido per le decisioni dubbie. Non chiederti quanto ti va di farlo. Chiediti come racconteresti questa scelta tra un anno, e a chi eviteresti di raccontarla.
C'è anche un lato positivo poco sfruttato. Le azioni buone rinviate producono un rimpianto silenzioso che nessuno collega alla causa. Vale per la telefonata non fatta e per l'aiuto non offerto. Fatte, escono definitivamente dalla lista delle cose che potresti pentirti di non aver fatto.