La memoria sembra un magazzino che perde pezzi a caso. Esperienze molto intense spariscono in un paio d'anni e non ne resta niente.
La perdita però non è casuale. Restano vivi i momenti in cui eri presente a te stesso. Degli altri sai soltanto che sono accaduti.
La differenza si sente subito. Un momento vissuto con presenza si può rivivere, e non sembra più lontano di oggi. Gli altri si raccontano ma non si riabitano.
Il meccanismo spiega la povertà generale del ricordo. Solo i momenti di presenza restano davvero vivi. E la presenza è rara. Quindi la memoria è scarsa per costruzione.
Questo riguarda anche i ricordi più antichi. Tornano soprattutto i primi frammenti di infanzia. Sono quasi sempre momenti in cui ci si è accorti di esserci. Capitano nei luoghi nuovi, nei viaggi, nei momenti di pericolo.
La ricaduta pratica sposta l'obiettivo. Per ricordare un viaggio non serve fotografarlo di più. Serve esserci mentre accade.