Ci sono persone il cui no vale come un sì. Parlano male di una cosa proprio quando la vogliono. Il meccanismo è semplice. Chi desidera qualcosa ha interesse a svalutarla davanti agli altri. Così allontana i concorrenti e tiene il campo libero.
Vale anche il contrario. Non ogni elogio è un elogio sincero. Alcuni lodano il mediocre per evitare di lodare l'eccellente. Spostano l'attenzione su un bersaglio innocuo. Chi non trova mai nulla di male non trova nemmeno nulla di buono. Il suo giudizio è piatto e non dice niente.
Per questo conviene ascoltare non solo il contenuto ma la posizione di chi parla. Chiediti che cosa guadagna da quel giudizio. Se guadagna qualcosa, il giudizio è una mossa e non una descrizione.
C'è poi un momento preciso in cui conviene cambiare discorso. È quando la conversazione scivola sul pettegolezzo. Lì ogni parola detta diventa un'arma in mano a un altro. Non serve difendere né attaccare. Basta portare altrove il discorso, senza scenate.