Le cose sono quasi sempre diverse da come appaiono. Chi non guarda oltre la buccia resta ingannato a lungo. Poi qualcuno gli mostra il nocciolo. E si accorge di aver creduto a una forma vuota.
La menzogna arriva sempre per prima. È veloce, semplice, adatta al gusto comune. Trascina la gente con sé senza fatica. La verità arriva dopo, zoppicando, sostenuta dal tempo. Per questo chi è prudente tiene da parte metà del suo giudizio.
Il meccanismo è la superficialità dell'inganno. L'inganno non ha profondità, perché deve solo reggere al primo sguardo. Chi guarda solo al primo sguardo ci cade quasi sempre. Basta un secondo esame per farlo crollare.
La prudenza invece vive nelle stanze interne. Chiede tempo, domande e un po' di diffidenza. Non è sfiducia sistematica. È l'abitudine a rimandare la conclusione finché non hai visto l'interno. Il costo di questa abitudine è solo un po' di tempo. Chi la coltiva sbaglia meno e si sorprende meno.