Alcune strade non stanno insieme, per quanto tutte rispettabili. Chi vuole crescere dentro dedica tempo e cura al proprio giudizio. Chi vuole crescere fuori dedica gli stessi tempi a cariche, guadagni e reputazione. Le due richieste pretendono le stesse ore.
Il conflitto non è morale. È di risorse. Tempo, attenzione e sopportazione della fatica sono limitati. Ogni ora messa in una direzione non torna indietro. Dividerle a metà produce due risultati mediocri invece di uno solido.
C'è anche una questione di natura personale. Le persone non nascono adatte a tutto. Chi vuole fare il lottatore guarda le proprie spalle prima di iscriversi. Lo stesso vale per ogni impegno serio, che chiede talenti e resistenze precise.
Il segnale che la scelta non è stata fatta è il cambio continuo. Oggi una cosa, domani un'altra, sempre con lo stesso entusiasmo iniziale. Chi si comporta così non sta esplorando. Sta rimandando la rinuncia che ogni scelta comporta.
Scegliere fa male perché elimina possibilità. Ma solo dopo la rinuncia il lavoro diventa profondo, perché smetti di tenere aperte porte che non attraverserai. Una sola strada percorsa fino in fondo insegna più di dieci provate per un mese.