Molti trasformano uno sbaglio in un dovere. Hanno imboccato la strada sbagliata e credono che tornare indietro sia debolezza.
Il meccanismo è quasi sempre lo stesso. Dentro di sé la persona sa di aver sbagliato. Fuori continua a difendere la scelta. Difendere costa meno che ammettere, almeno nell'immediato. Ma il conto cresce ogni giorno che passa.
C'è anche un errore di lettura sul giudizio altrui. All'inizio uno sbaglio ti fa passare per distratto. È un giudizio leggero e passa in fretta. Se insisti, il giudizio cambia natura. Alla fine non sembri più distratto, sembri sciocco.
Va poi chiarito che cosa lega davvero. Una promessa fatta senza pensarci non è un vincolo serio. Una decisione presa su dati sbagliati nemmeno. Il vincolo nasce dal giudizio, non dall'aver parlato per primo.
La coerenza vera riguarda i fini e non i passi. Cambiare strada per arrivare dove volevi è coerenza. Restare sulla strada e non arrivare mai è ostinazione.