La natura nel suo insieme fa una cosa curiosa con gli ostacoli. Non li elimina. Li incorpora. Un fiume che incontra una roccia non sparisce, cambia percorso e scava. Il masso diventa parte della forma finale.
Una mente ragionevole può funzionare allo stesso modo. Ogni impedimento può diventare la materia su cui lavorare, invece della ragione per fermarsi.
Il meccanismo è un cambio di ruolo dell'ostacolo. Finché lo consideri un intralcio, resta fuori dal lavoro. Serve solo a spiegare perché il lavoro non procede. Nel momento in cui lo tratti come materiale, entra dentro e diventa qualcosa da modellare.
Un esempio chiarisce la differenza. Se qualcuno ti interrompe di continuo, l'ostacolo è l'interruzione. Trattata da intralcio produce lamentele. Trattata da materiale produce un modo di lavorare a blocchi corti che prima non avevi.
Non ogni ostacolo si trasforma in vantaggio. La sostanza è un'altra. Anche quando resta una perdita, l'ostacolo dà informazioni sul contesto e sui limiti reali. Quelle informazioni sono utilizzabili.
La domanda pratica è sempre la stessa. Cosa posso fare con questo, non nonostante questo. La differenza tra le due parole sposta tutto il resto.