Ogni ramo del sapere si costruisce un linguaggio preciso per uso interno. Dentro quel recinto le parole funzionano bene.
Fuori smettono di funzionare. Non esiste un linguaggio che tenga insieme i diversi campi. Le persone mescolano i vocabolari di discipline lontane. Poi non sanno più a quale scala appartiene ogni termine.
Il fenomeno peggiora invece di migliorare. Ogni campo produce di continuo nuove nomenclature per distinguersi dai vicini. Più termini esistono, più aumentano i modi di intendere la stessa cosa. L'incomprensione cresce proprio dove si cercava precisione.
Il pezzo che manca non è un altro dizionario. Manca il modo di dire rispetto a cosa un'affermazione vale. Una parola precisa senza scala di riferimento resta ambigua quanto una vaga.
Da qui un criterio semplice. Un linguaggio diventa esatto quando obbliga a dichiarare il punto di vista. Deve dire anche il livello di cui si sta parlando. Chi aggiunge termini senza aggiungere quella indicazione moltiplica soltanto i malintesi.