La stessa idea può essere impensabile in un'epoca e ovvia in quella successiva. Non è cambiata l'idea. È cambiato il terreno che doveva accoglierla.
Le opinioni collettive non nascono a caso. Poggiano su un deposito di credenze, parole ed esperienze accumulate per generazioni. Quel deposito decide quali affermazioni suonano sensate e quali suonano assurde. Un'idea che non trova appigli non viene nemmeno discussa. Viene semplicemente ignorata.
Per questo il momento in cui una proposta compare pesa quanto la proposta stessa. Chi arriva troppo presto viene preso per stravagante. Chi arriva quando il terreno è pronto sembra aver detto una cosa che tutti pensavano già.
Il meccanismo spiega anche l'illusione della novità. Quando un'idea fiorisce sembra spuntata dal nulla. In realtà le sue radici affondano in un passato lungo. È fatto di tentativi falliti e di parole che hanno cambiato senso.
C'è una ricaduta pratica per chiunque debba far accettare qualcosa. Prima di spingere sull'argomento conviene chiedersi cosa il pubblico dà già per scontato. Un'idea si innesta su ciò che esiste. Nel vuoto non si pianta.