La spiegazione più comune dell'adeguarsi è la paura. Chi sta in un gruppo teme di essere isolato o punito, quindi si allinea. La spiegazione funziona per una parte dei casi e non per tutti.
Non copre la parte più visibile del fenomeno. Chi si adegua per paura obbedisce ma resta separato dentro di sé. Nei gruppi accade qualcosa di diverso. Le persone provano davvero quello che provano gli altri, e lo provano più forte.
Serve quindi una forza che unisca invece di spaventare. L'ipotesi è che sia la stessa che tiene legate due persone qualsiasi. Un gruppo starebbe insieme per attaccamento reciproco, non per minaccia.
Osservando il singolo si trova la stessa indicazione. Chi rinuncia a una sua opinione dentro un gruppo raramente sembra piegato. Sembra piuttosto contento di trovarsi d'accordo. Il bisogno che soddisfa è stare con gli altri, non evitare un castigo.
La differenza conta quando si vuole cambiare qualcosa. Contro la paura serve protezione. Contro l'attaccamento serve un altro legame, perché nessuna protezione toglie il desiderio di appartenere.