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Non esiste un comportamento che non venga criticato

Chi sta zitto viene criticato. Chi parla molto viene criticato. Chi parla poco viene criticato. Non è un problema di calibrazione.

Il meccanismo è che il giudizio non nasce solo dal comportamento. Nasce dall'incontro tra il comportamento e le aspettative di chi guarda, e quelle aspettative sono diverse per ogni persona. Qualunque cosa fai, sarà troppo per qualcuno e troppo poco per qualcun altro.

Da qui deriva una conclusione che libera. Cercare la condotta che nessuno critica è un problema senza soluzione, non un obiettivo difficile. La ricerca non fallisce per mancanza di abilità. Fallisce perché la soluzione non esiste.

C'è anche un secondo dato. Non è mai esistita una persona sempre biasimata né una sempre lodata. Il giudizio esterno oscilla per ragioni che spesso non riguardano te.

La ricaduta pratica è cambiare la domanda che ci si fa. Non come faccio a non essere criticato. Ma quale critica sono disposto a ricevere, dato che una la riceverò comunque. Quella diventa una scelta, e le scelte si possono fare bene.

Resta curioso

Se la critica è inevitabile, come si distingue quella che segnala un errore reale da quella che riflette solo aspettative diverse?

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Se una critica arriva comunque, come si sceglie in anticipo quale è la più conveniente da ricevere?

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Se nessuno è sempre lodato né sempre biasimato, che valore conserva la reputazione costruita in un ambiente ristretto?

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