C'è uno stato mentale così comune da risultare invisibile. Una persona si fonde con ciò che in quel momento ha catturato la sua attenzione. Non si passa mai da questo stato al suo contrario. Cambia solo l'oggetto a cui si è attaccati.
Il segnale si vede quando l'oggetto è piccolo. Un problema secondario prende tutto lo spazio. Lo scopo grande per cui il lavoro era iniziato scompare dalla vista. Due o tre alberi vicini diventano l'intero bosco.
Il meccanismo è di occupazione. L'attenzione è limitata, e ciò che la riempie del tutto non lascia posto a nient'altro. Compreso chi sta guardando. In quello stato non esiste più nessuno che possa dire questo è secondario.
Da qui deriva una forma di dipendenza. Chiunque riesca a catturarti in quel modo comanda le tue prossime ore. Non serve che ti convinca. Basta che ti occupi.
La ricaduta pratica è una domanda da tenere a portata di mano. Che cosa sto cercando di ottenere in generale. Chi riesce a farsela mentre è dentro un problema si stacca per un istante. In quell'istante torna a esistere. La libertà comincia da qui, non altrove.