Dentro un gruppo saldato le persone sentono e agiscono in modo diverso dal solito. Non conta quanto siano simili o diverse fra loro. Non contano il mestiere, il carattere o l'intelligenza di ciascuno. Il solo fatto di essere unite in un gruppo produce un modo di sentire comune.
L'errore più frequente è immaginare quel modo comune come una media. Si pensa che il gruppo esprima la somma delle qualità dei membri divisa per il numero. Non succede questo. Gli elementi non si sommano, si combinano.
La chimica offre il paragone giusto. Un acido e una base messi insieme danno un corpo nuovo. Quel corpo ha proprietà diverse da quelle dei due componenti di partenza. Allo stesso modo un gruppo saldato mostra caratteri che nessuno dei suoi membri possiede da solo.
Da qui nasce un fatto strano. Esistono idee e sentimenti che compaiono solo nelle persone riunite. Fuori dal gruppo quelle stesse idee non nascono, oppure non diventano mai azioni. Il gruppo non amplifica soltanto quello che c'è già. Crea qualcosa che prima non esisteva.
La conseguenza pratica è semplice. Non si prevede il comportamento di un gruppo studiando i singoli che lo formano. Serve osservarlo come un essere nuovo e provvisorio, con regole sue.