Un'affermazione ripetuta abbastanza a lungo smette di sembrare un'opinione. Diventa un fatto. La condizione è che torni sempre con le stesse parole.
Il meccanismo passa dalla memoria. Ogni ripetizione lascia una traccia più profonda. Scende fino al punto in cui si formano i motivi delle nostre scelte. A quel punto la frase è dentro, ma il ricordo di chi l'ha detta si è perso. Chi ascolta la ritrova senza etichetta. La scambia per una cosa che ha sempre saputo.
L'amnesia della fonte è il passaggio decisivo. Non crediamo perché ci fidiamo di chi parla. Crediamo perché non ricordiamo più che qualcuno parlava. Una frase letta cento volte sembra confermata da cento persone diverse.
Questo spiega la forza della pubblicità e quella dei giornali schierati. Chi legge sempre la stessa versione dei fatti finisce per averne la certezza. L'unico contrappeso è un'altra fonte che ripete la versione opposta con la stessa costanza.
Ne segue una difesa concreta. Quando ti accorgi di credere a qualcosa senza sapere da dove viene, quella è la traccia di una ripetizione. Non è una prova che sia falso. È il segnale che non l'hai mai verificato.