Ogni pensiero dice io. Ogni desiderio dice io. Ogni umore dice io. Sembra che parli sempre la stessa persona intera.
In realtà parla ogni volta una parte diversa. Le parti spesso non si conoscono tra loro. Alcune sono incompatibili e non si incontrano mai. Nessuna di loro rappresenta il tutto, eppure ognuna firma a nome del tutto.
Ciò che decide quale parte comanda arriva quasi sempre da fuori. Il caldo e il sole chiamano un gruppo di io. Il freddo e la pioggia ne chiamano un altro, con altri ricordi e altri desideri. Cambia il tempo e cambia chi decide, senza che nessuno se ne accorga.
Anche gli io che sembrano più forti hanno una forza presa in prestito. Educazione, imitazione, letture, tradizioni e parole d'ordine ne costruiscono di robusti. La loro solidità non è stata conquistata. È stata installata, e si accende con gli stessi segnali che l'hanno creata.
Da qui l'effetto più difficile da notare. Si vive sempre dentro l'ultimo io comparso e lo si scambia per se stessi. Chi ignora di essere molti scambia per carattere stabile l'umore del momento.