Quando qualcosa ti fa soffrire, prova a separare due cose. Da una parte c'è il fatto. Dall'altra c'è l'opinione che ti sei fatto sul fatto. Togli l'opinione e quasi sempre resta molto meno di quanto pensavi.
Il meccanismo è semplice. La parte di te che ragiona non è costretta a sottoscrivere il dolore. Può guardare la sensazione senza aggiungerci una condanna. Il corpo sente il freddo. Sei tu che decidi se il freddo è una disgrazia.
Questo non nega la sensazione fisica. Se una parte di te soffre, lasciale pure la sua opinione su sé stessa. Ma la mente non deve seguirla in automatico. Il dolore fisico occupa un punto del corpo. Il giudizio invece dilaga e colora tutta la giornata.
La prova pratica la fai in un momento qualsiasi. Nota il pensiero che accompagna il fastidio. Di solito suona come una sentenza. Non doveva succedere. È insopportabile. Andrà sempre così. Sono frasi tue, non del mondo.
Appena riconosci che sono aggiunte, smettono di sembrare descrizioni della realtà. E una cosa che hai aggiunto tu, puoi anche toglierla.