Nessuno improvvisa una risposta giusta mentre è sotto pressione. Nel momento difficile si usa quello che si è già preparato. Per questo l'allenamento vero avviene nei momenti tranquilli.
Il metodo è ripetitivo e poco spettacolare. Ti alleni a rispondere alle impressioni come faresti con esercizi di logica. Arriva la notizia di una perdita e ti eserciti a dire una frase precisa. Questo sta fuori dalla mia scelta, quindi non è un male. Ripetuta molte volte, quella frase smette di essere uno sforzo e diventa un riflesso.
Il vantaggio è che così non dai il tuo assenso a tutto. Un'impressione arriva e sembra già un verdetto. Chi si è allenato inserisce una pausa tra l'impressione e l'assenso. In quella pausa accetta solo ciò che risulta davvero convincente.
C'è poi un secondo pezzo, altrettanto pratico. Ogni situazione ha il suo giudizio pronto. Il giudizio sul cibo serve a tavola. Il giudizio sul riposo serve la sera. Prepararli in astratto non basta. Vanno legati al momento in cui servono.
La chiusura della giornata serve a verificare. Prima di dormire ripercorri quello che hai fatto. Dove hai sbagliato, dove hai lasciato le cose a metà, dove sei andato bene. Poi ti rimproveri per le prime e ti rallegri per le seconde. È una revisione breve, e trasforma la giornata in materiale di allenamento.