L'angoscia raramente riguarda la giornata di oggi. Riguarda tutte le giornate messe insieme. La mente somma i problemi di mesi e chiede di sopportarli in un colpo solo.
Nessuno può reggere quella somma, e non deve. Quel carico non esiste da nessuna parte se non nel pensiero.
La contromossa è una domanda molto ristretta. In questa cosa qui, adesso, cosa è davvero insopportabile. Quasi sempre la risposta imbarazza chi se la pone. Il pezzo presente è noioso, scomodo o faticoso. Insopportabile quasi mai.
Il meccanismo sta nella differenza tra somma e istante. Il passato non fa più male, è finito. Il futuro non fa ancora male, non è arrivato. Resta il presente, e il presente è una fetta sottile.
Il pensiero funziona perché non chiede di essere ottimisti. Non devi credere che andrà bene. Devi solo misurare il carico vero di questo momento invece del totale immaginato.
La ricaduta pratica vale per le cose lunghe. Una malattia, un lavoro pesante, un lutto. Nessuno li affronta interi. Si attraversano un giorno alla volta, e ogni giorno sta dentro la portata di chi lo vive.