Esiste un'asimmetria che rende sbagliate moltissime decisioni. Gli stati d'animo si possono annullare. Alcune conseguenze no.
La rabbia passa e può diventare buonumore. Il fastidio si trasforma in soddisfazione. Sono stati che cambiano da soli con il tempo, senza che nessuno faccia niente. Una cosa distrutta invece non torna. Una persona persa non torna. Un rapporto rotto in un certo modo non si ricostruisce uguale.
Il meccanismo è tutto in questo scarto. Uno stato temporaneo spinge verso un'azione permanente. Quando lo stato è finito, l'azione resta. E resta senza la ragione che l'aveva prodotta, perché quella ragione era il tuo umore di quel giorno.
Ne segue una regola semplice e applicabile subito. La prudenza non va distribuita in modo uguale. Va concentrata dove il risultato non si può annullare. Sulle scelte reversibili si decide in fretta e si corregge dopo. Sulle scelte irreversibili conviene essere lenti, anche a costo di sembrare indecisi.
Da questa asimmetria nasce la calma di chi ha responsabilità vere. Non è freddezza di carattere. È il calcolo di chi ha capito quali errori si possono ancora riparare.