Il pensiero comune spiega quasi tutto con due forze. Una spinta e una resistenza. Un polo positivo e uno negativo. Sembra abbastanza per dare conto di quello che succede.
Non lo è. Due forze da sole non producono nessun fenomeno. Restano a spingersi a vicenda. Serve un terzo elemento che permetta il loro incontro.
I tre elementi si chiamano attivo, passivo e neutralizzante. I nomi ingannano, perché nessuno dei tre è debole o inerte per natura. Sono tutti e tre attivi. Prendono il ruolo di attivo, passivo o neutralizzante solo nel punto in cui si incontrano. Il ruolo vale rispetto agli altri due, e vale solo in quel momento.
Il meccanismo spiega perché lo stesso ingrediente cambia ruolo cambiando situazione. Non porta con sé un'etichetta fissa. La riceve dal rapporto del momento.
La ricaduta è nel modo di leggere ciò che accade. Davanti a un risultato conviene cercare tre elementi, non due. Il terzo è quasi sempre quello che nessuno nomina. Sta nel mezzo, nelle condizioni o nel materiale su cui l'azione avviene.