Non si può cedere in tutto né con tutti. Saper rifiutare conta quanto saper acconsentire. Per chi ha una posizione di responsabilità conta anche di più.
Il punto non è il no. È il come. Il no di certe persone vale più del sì di altre, perché arriva accompagnato bene. Un rifiuto dorato soddisfa più di un consenso secco.
C'è chi ha sempre il rifiuto pronto sulle labbra. Rende sgradevole ogni cosa. Il no arriva sempre per primo, quindi anche quando cede non ottiene gratitudine. L'annuncio ha già rovinato il dono.
Il meccanismo utile è la gradualità. La delusione va fatta arrivare per gradi, non in blocco. Chi la riceve tutta insieme reagisce all'urto, non al contenuto.
Un rifiuto non dovrebbe nemmeno essere definitivo. Chiudere del tutto significa spezzare il legame che ti rende utile. Lascia un margine di speranza. La cortesia compensa, e le buone parole sostituiscono in parte i fatti. Sì e no si dicono in un attimo. Poi danno da pensare a lungo.