Un organismo si nutre di tre cose, non di una. Il cibo è la prima e la più visibile. L'aria è la seconda. La terza sono le impressioni, cioè tutto ciò che arriva dai sensi.
Chiamare alimento un'impressione sembra strano. Diventa chiaro guardando cosa succede quando manca. Ogni sensazione porta dentro una quantità di energia, e l'energia non viaggia senza materia. Ricevere un suono o una luce significa quindi ricevere qualcosa, non solo saperlo.
L'importanza relativa dei tre si misura con il tempo di sopravvivenza. Senza cibo un corpo resiste per settimane. Senza aria resiste pochi minuti. Senza impressioni non resiste un istante solo. L'ordine è esattamente rovesciato rispetto all'attenzione che diamo loro.
Il meccanismo che spiega il primato è quello di una cinghia di trasmissione. Il mondo intorno fornisce il movimento, e le impressioni lo trasferiscono dentro. Se il collegamento si stacca, la macchina non rallenta, si ferma.
La ricaduta pratica riguarda la qualità di ciò che si lascia entrare. Del cibo si discute molto. Dell'aria un po'. Di quello che passa davanti agli occhi tutto il giorno quasi mai. Eppure è il nutrimento più continuo che riceviamo.