Immagina di avere una madre e una matrigna insieme. Faresti il tuo dovere verso la matrigna, ma torneresti sempre dalla madre. La stessa distinzione vale tra il luogo dei doveri e la pratica che hai scelto.
Il luogo dei doveri va servito con correttezza. Non si abbandona e non si tratta male. Ma non è lì che si riposa, perché non è stato scelto da te.
La pratica scelta funziona in un altro modo. Ci torni spesso e ti ci fermi davvero. Non serve a evadere. Serve a ritarare il metro con cui giudichi il resto.
Il meccanismo lavora in due direzioni. Dopo il ritorno, quello che incontri nel luogo dei doveri ti sembra tollerabile. E tu stesso diventi tollerabile per chi ci sta dentro con te. Chi non ha un posto dove tornare scarica lì tutta la tensione.
La frequenza conta più della durata. Ritorni brevi e regolari tengono il metro tarato. Un unico ritiro lungo all'anno non produce lo stesso effetto.
La prova è nel comportamento, non nella sensazione. Se dopo il ritorno tratti meglio le persone del luogo obbligato, la pratica funziona. Se ti rende soltanto più insofferente, è diventata una fuga.