Un gruppo che sta per fare qualcosa di enorme raramente lo fa di slancio. Prima si costruisce una forma.
Il passaggio tipico è l'istituzione di un giudizio. Si nomina una specie di tribunale. Si stabiliscono criteri semplici, alla portata di tutti. Alcune categorie vengono considerate colpevoli per il solo mestiere che esercitano. Gli altri si giudicano sull'aspetto e sulla reputazione.
Nessuno di questi criteri regge un esame serio. Ma non servono a decidere. Servono a dare al gruppo la sensazione di procedere in modo regolare.
Qui sta il meccanismo. La coscienza collettiva è rudimentale e si accontenta della forma. Quando la forma è soddisfatta, il freno morale si stacca. Da quel momento la violenza non viene più sentita come violenza. Diventa l'esecuzione di una sentenza.
La ricaduta vale anche molto lontano da questi estremi. Una procedura può servire a decidere meglio oppure solo a sentirsi a posto. Per distinguerle basta guardare se l'esito era già scritto prima. Se una regola non ha mai cambiato una decisione, non è una garanzia. È un'autorizzazione.