Chi prova a ricordarsi di esistere fallisce quasi subito. Il primo risultato è scoprire che di solito non lo si fa mai.
Sembra un fallimento e invece è il punto di partenza. Sapere questo di sé vale più di molte teorie apprese.
Il problema è che quasi nessuno lo sa. Chiedi a una persona se riesce a ricordarsi di esistere e risponderà di sì. Dille che non ci riesce e si offenderà.
Il meccanismo che protegge l'illusione è la mancanza di un metro. Non si sente la propria assenza mentre dura. Quindi la vita intera si costruisce sopra una capacità mai verificata.
Chi arriva a saperlo davvero guadagna qualcosa di raro. Non una tecnica, ma una misura onesta del proprio stato di partenza. Da lì il lavoro su di sé smette di essere una parola vuota.
La ricaduta è un cambio di aspettative. Il primo esercizio non deve riuscire. Deve solo mostrare quanto poco dura ciò che si credeva permanente.