Stare soli sembra sempre la scelta peggiore. Nella maggior parte dei casi non lo è. Dipende da chi c'è dall'altra parte.
Una compagnia trasmette il proprio livello. Il modo di parlare, di decidere e di reagire si copia senza accorgersene. Passi ore accanto a qualcuno e ne prendi il ritmo. Non serve essere d'accordo con lui perché accada.
Qui sta il meccanismo. La solitudine ha un costo fisso, cioè la mancanza di aiuto e di conforto. La cattiva compagnia ha un costo che cresce nel tempo. Ti sposta piano dove non volevi andare. Un costo fisso si sopporta. Un costo che cresce diventa insostenibile.
C'è anche la questione delle richieste. Chi vive con pochi desideri è leggero da portare. Chi ne ha molti trascina anche te nelle sue urgenze. Le urgenze altrui riempiono le tue giornate.
Nella pratica la scelta non è tra compagnia e solitudine. È tra una compagnia che ti tira su e una che ti tira giù. Quando la seconda è l'unica disponibile, camminare da soli conserva quello che hai costruito.