Una ruota è fatta di raggi e di legno. Quello che la fa girare però è il foro centrale, dove non c'è niente. Un vaso è argilla e serve per la cavità. Una stanza è fatta di muri e si abita nell'aria che chiudono.
Il meccanismo è la divisione dei compiti tra pieno e vuoto. Il pieno dà forma e limite. Il vuoto è dove avviene la funzione. Nessuno dei due basta da solo, ma solo il pieno si vede, quindi solo il pieno viene contato.
Da questo nasce un errore di valutazione ricorrente. Si giudica un oggetto dai materiali e una casa dai metri costruiti. Si giudica un'organizzazione dal numero di persone e un libro dallo spessore. In ogni caso si sta misurando il bordo e non lo spazio che il bordo rende possibile.
La conseguenza pratica arriva quando si taglia. Ridurre i costi significa quasi sempre togliere pieno, perché il pieno si vede. Se però togliendo materia si chiude il vuoto, la funzione sparisce e resta un oggetto che sembra intatto.
La domanda utile davanti a qualunque cosa è quindi doppia. Di cosa è fatta e cosa rende possibile. La seconda risposta di solito non compare in nessun preventivo.