In ogni passaggio compiuto agiscono tre ruoli. Qualcosa spinge, qualcosa resiste, qualcosa mette in relazione le due parti. Se uno dei tre manca, il passaggio non avviene.
Il ruolo però non è una proprietà fissa. È una posizione dentro quel passaggio. Ciò che fa da collegamento in un passaggio diventa la spinta del passaggio successivo. Cambia funzione senza cambiare natura.
Da questa regola nasce una scala continua. Ogni gradino si forma combinando i tre ruoli del gradino precedente. Il risultato è più denso e più lento di ciascuno degli elementi che lo compongono. Ripetendo l'operazione si scende per gradi dal livello più sottile fino alla materia più compatta.
Il meccanismo spiega perché la scala non ha salti. Non ci sono due mondi separati con un vuoto in mezzo. C'è una serie di passaggi in cui ogni livello è fatto del livello sopra, organizzato in modo più fitto.
La ricaduta pratica riguarda il modo di leggere le gerarchie. Chi occupa il posto minore in un gruppo non è per questo il minore in assoluto. Spesso è il punto da cui parte il gruppo successivo.
Chiedersi quale ruolo si sta svolgendo qui è più utile che chiedersi quanto si vale. Il ruolo cambia col passaggio. Ciò che si è, no.