L'umore di alcune persone oscilla in modo periodico. Passa da un abbattimento pesante a uno stato intermedio e poi a un benessere eccessivo. L'ampiezza cambia molto da caso a caso. A volte è appena percepibile, a volte diventa una condizione grave.
Nello stato di esaltazione la persona e il suo modello interiore si sono fusi. Non resta una parte che osserva e critica. Spariscono le inibizioni, i riguardi e i rimproveri verso sé stessi. Resta un trionfo continuo che nessuna autocritica interrompe.
Nello stato opposto le due parti sono in conflitto aperto. Il modello interiore diventa ipersensibile e giudica senza pietà. Da lì nascono il senso di piccolezza e l'umiliazione di sé.
C'è poi un fatto che spiega il ritmo. Un modello troppo severo tende a produrre da solo la propria sospensione. La rivolta contro un regime interno durissimo non è il suo contrario. È il suo rovescio, e cresce insieme alla severità.
Ne segue che i due stati non sono due condizioni separate. Sono lo stesso rapporto interno visto da due lati. Guardare solo la fase visibile porta quasi sempre a leggere male quella che verrà dopo.