Un impegno diventa reale quando tornare indietro costa più che andare avanti. Prima di quel punto è soltanto un'intenzione.
Il meccanismo non riguarda il coraggio. Finché un'alternativa resta disponibile, una parte dell'attenzione resta lì a sorvegliarla. A ogni difficoltà quell'alternativa viene ripesata. Togliere l'opzione non aggiunge forza. Libera l'attenzione che stava tenendo aperta una porta.
Da qui deriva anche il momento in cui si dichiarano le cose. Un piano annunciato quando si può ancora tornare indietro viene rinegoziato subito. Lo stesso piano annunciato dopo il punto di non ritorno viene semplicemente eseguito. Non cambia il piano, cambia cosa resta da discutere.
C'è un peso che va detto chiaramente. Chi porta altre persone in una situazione senza uscita compie una scelta, non subisce un incidente. Se la meta non valeva il rischio, la necessità non giustifica niente. Chi fabbrica la necessità ne resta responsabile.
Su sé stessi lo strumento è più maneggevole. Una somma già spesa, una porta chiusa, un impegno preso davanti a chi ci conta. Sono modi di togliersi un'alternativa mentre si è ancora lucidi, e non nel momento peggiore.