Una informazione falsa costruita a tavolino si riconosce quasi sempre. Chi la riceve nota che arriva troppo comoda, o che nessuno la conferma. Esiste però un modo di farla passare che aggira quel controllo.
Il modo consiste nel non mentire a chi la porta. Si mettono in scena azioni vere e visibili, coerenti con la storia che si vuole far credere. Poi si lascia che chi osserva le veda con i propri occhi. Quella persona riferisce ciò che ha visto davvero, e lo riferisce in buona fede.
Il meccanismo sfrutta il modo in cui si valuta una notizia. Chi ascolta cerca i segnali di menzogna nella persona che parla, non nella scena osservata. Un testimone sincero non produce nessuno di quei segnali. La verifica finisce sulla persona sbagliata. La costruzione resta a monte e non viene mai esaminata.
Da qui una regola difensiva. Quando una notizia sembra solidissima perché chi la porta è affidabile, il controllo va spostato. La domanda utile non è se il testimone dice il vero. È chi ha deciso cosa quel testimone avrebbe potuto vedere. Una scena può essere allestita, e la sincerità di chi passa di lì non dice nulla su chi l'ha allestita.