Chi guarda troppo la porzione degli altri smette di vedere la propria. La quantità che ha ricevuto non è cambiata. È cambiato il metro con cui la misura.
Il meccanismo è il confronto come unità di misura. Un valore assoluto è stabile, un valore relativo si muove ogni volta che si muove il termine di paragone. Chi misura per confronto consegna la propria soddisfazione a persone che non controlla.
Da qui viene un effetto strano. Puoi ricevere di più e stare peggio, se nel frattempo il termine di paragone è salito. La sensazione non segue quello che hai, segue la distanza.
C'è anche un costo di attenzione. Guardare la porzione altrui occupa tempo, e quel tempo viene sottratto all'uso della propria. Chi si lamenta molto di quanto ha ricevuto spesso non lo sta nemmeno usando.
La ricaduta pratica è cambiare la domanda. Non quanto ho rispetto a lui, ma cosa posso fare con quello che ho. La seconda domanda ha una risposta che dipende da te. La prima no.