Chi occupa a lungo una posizione di potere finisce per prendere il colore di quella posizione. Non è una scelta consapevole. È un effetto lento, fatto di trattamenti speciali, di persone che approvano sempre e di decisioni prese senza contraddittorio. Il colore entra nel tessuto e non si sciacqua più.
Il meccanismo è semplice. Un ruolo elevato riduce il numero di occasioni in cui vieni corretto. Meno correzioni significano meno segnali di errore. Con pochi segnali l'immagine di sé si stacca dai fatti. Il distacco cresce proprio quando la responsabilità è più alta.
La difesa non sta nel rifiutare il ruolo. Sta nel proteggere alcune abitudini che il ruolo tende a cancellare. Restare semplici nei modi. Restare seri senza recitare. Tenere il gusto della giustizia anche quando conviene il contrario. Continuare a fare cose comuni con le proprie mani.
Queste abitudini funzionano come un controllo esterno. Ricordano ogni giorno che la persona e la carica non sono la stessa cosa. Chi le abbandona non diventa cattivo di colpo. Diventa qualcuno che non riceve più informazioni vere sul proprio comportamento.
La vita è breve e il ruolo dura meno di chi lo occupa. Alla fine resta soltanto il modo in cui quella persona ha trattato gli altri.