Ci sono due debolezze opposte davanti alle cose piacevoli. Una è non saperne fare a meno. L'altra è non saperne godere quando ci sono.
Sembrano difetti lontanissimi. In realtà nascono dalla stessa radice. Entrambe sono forme di dipendenza. Chi non sa rinunciare dipende dalla presenza della cosa. Chi non sa goderne dipende dall'assenza, e per restare tranquillo deve tenersi rigido e lontano. In un caso e nell'altro comanda la cosa, non la persona.
La forza vera è tenere insieme le due capacità. Usare ciò che c'è senza scusarsi e senza farne mostra. Restare uguali quando non c'è, senza rimpianto e senza vantarsi della rinuncia.
Il test è più semplice di quanto sembri. Guarda cosa succede quando una comodità sparisce all'improvviso. Se cambia il tuo umore, non era un piacere, era un appoggio. Guarda poi il contrario. Se davanti a qualcosa di buono ti irrigidisci, la rinuncia è diventata un'identità da difendere.
Chi supera tutte e due le prove diventa difficile da spostare. Non perché non desideri niente. È che nessuna delle due direzioni ha presa su di lui.