Ci sono due modi di legarsi a una persona. Uno è volerla avere. L'altro è volerle assomigliare. Sembrano vicini ma sono opposti. Nel primo caso la persona resta fuori di te. Nel secondo entra nel modo in cui ti costruisci.
Il legame che imita arriva per primo. Un bambino sceglie una figura e la prende come modello. Vuole diventare come lei in ogni cosa. Questo accade molto prima che nasca qualsiasi desiderio verso qualcuno. Per questo l'imitazione è la forma più antica di attaccamento.
Il meccanismo è semplice. Chi ammira modella sé stesso sull'immagine dell'altro. Chi desidera punta invece a possedere l'altro così com'è. Il primo legame cambia chi ammira. Il secondo lascia l'ammiratore uguale a prima e cambia solo ciò che vuole.
La distinzione serve ogni volta che un rapporto si complica. Chiediti se vuoi quella persona accanto o vuoi la sua vita. Le due risposte portano a comportamenti diversi. Chi vuole la persona cerca vicinanza. Chi vuole la sua vita comincia a copiarla, spesso senza accorgersene.
Confondere le due cose costa caro. Molte ammirazioni scambiate per amore sono il desiderio di occupare un posto. E molte passioni spente erano ammirazioni rimaste senza più niente da imitare.