Chi impara poco invecchia comunque. Il corpo si ingrandisce e poi cede, mentre quello che sa resta fermo dov'era.
Il meccanismo è la differenza tra un processo automatico e uno che costa. L'invecchiamento non chiede il permesso e non richiede decisioni. Imparare invece richiede attenzione, errore e ripetizione, cioè risorse che vanno tolte a qualcos'altro.
Da qui nasce un errore di lettura molto comune. Si scambia il tempo passato dentro un ruolo per esperienza. Ma il tempo misura solo la durata. L'esperienza si forma quando qualcosa va storto e la persona cambia il proprio modo di fare.
Chi ripete lo stesso anno venti volte ha molta anzianità e poca competenza. La differenza si vede quando arriva un problema nuovo. Solo lì serve qualcosa che non era già nel repertorio.
La ricaduta pratica è una domanda da farsi ogni tanto. Cosa so fare oggi che non sapevo fare un anno fa. Se la risposta non esiste, il tempo è passato lo stesso, ma da solo.