Chi comanda ha bisogno di uno scudo contro il malanimo. Non è il rifugio degli incapaci, anche se i malintenzionati lo raccontano così. È una scelta di organizzazione. Serve qualcuno che raccolga le critiche degli scontenti.
Il meccanismo nasce da un fatto semplice. Non tutto può andare bene e non tutti possono essere soddisfatti. Una parte del malcontento è strutturale e non dipende dagli errori. Se non ha dove andare, si concentra su chi decide.
Per questo conviene prevedere un bersaglio per le imprese sfortunate. Chi occupa quel posto assorbe il colpo e protegge la funzione di comando. Il costo lo paga l'orgoglio di chi guida. Ammette che non tutto passa dalle sue mani.
Resta una linea da non superare. Il ruolo funziona se chi lo ricopre lo sa e lo accetta. Diventa slealtà se serve a scaricare colpe vere su un innocente. Nel primo caso è una difesa dell'istituzione. Nel secondo è solo un modo di rovinare una persona.