Ogni definizione taglia. Prendi qualcosa che si muove e lo fermi in poche parole. Quelle parole restano ferme, la cosa no.
Il meccanismo è semplice. Una definizione serve a distinguere. Per distinguere deve escludere. Quindi tiene solo i tratti che ti servono ora e butta il resto. Il resto però continua a esistere.
Vale per le idee grandi e per le persone. Quando dici chi è un amico, scegli tre aggettivi. Quei tre aggettivi funzionano finché la persona non cambia. Poi continuano a funzionare nella tua testa, ma non fuori.
C'è una conseguenza pratica. Più una cosa è viva e ampia, meno una definizione la regge. Le definizioni migliori sono quelle che si dichiarano provvisorie. Le peggiori sono quelle che si prendono per la cosa stessa.
Questo non significa smettere di nominare. Nominare serve, altrimenti non si pensa e non si parla. Significa ricordarsi che il nome è uno strumento. Lo strumento sta in mano tua. La cosa sta fuori e continua per conto suo. Chi dà definizioni nette di cose complesse dice più di sé che della cosa.