Guarda dentro le cose. Non lasciarti sfuggire né la qualità propria di ciascuna né il suo valore reale.
Il metodo si vede bene a tavola. Un piatto pregiato è il corpo morto di un pesce o di un uccello. Un vino famoso è succo d'uva. Una veste di lusso è lana di pecora tinta con il sangue di un mollusco. Sono descrizioni esatte, non insulti.
La descrizione nuda arriva alla cosa stessa e la attraversa. Ti fa vedere di che genere è davvero, prima che le parole di prestigio ci si depositino sopra.
Qui sta il meccanismo. L'apparenza esterna è un formidabile falsificatore del giudizio. Non agisce con l'inganno grossolano, ma aggiungendo parole che alzano il prezzo. E colpisce più forte quando sei sicuro di occuparti di cose che valgono.
L'esercizio è breve. Prendi ciò che ti sembra più degno di ammirazione e descrivilo con i suoi materiali e i suoi passaggi. Togli ogni parola che lo esalta. Quello che resta è il valore vero. A volte il valore regge la prova e ne esce confermato. A volte scopri che stavi pagando le parole.