Le capacità crescono con gli atti che le corrispondono. Si impara a camminare camminando e a scrivere scrivendo. Chi smette per settimane ritrova la stessa capacità indebolita. Bastano pochi giorni a letto per sentire le gambe meno salde.
Lo stesso vale per le reazioni della mente. Chi si arrabbia non commette solo un errore isolato. Aggiunge legna al fuoco di un'abitudine che diventa più facile. Ogni cedimento nutre la tendenza che lo ha prodotto.
Il meccanismo vale in entrambe le direzioni. Un atto ripetuto installa una disposizione che prima non c'era. Se la disposizione esiste già, l'atto la rende più forte e più rapida. Non esistono gesti neutri, perché ognuno lascia una traccia di sé.
Da qui una regola pratica. Per acquisire un modo di essere si compie l'azione corrispondente. Per perderlo si smette e si prende l'abitudine opposta. Non serve combattere la tendenza in astratto. Basta togliere alimento agli atti che la tengono viva.