Due persone possono sostenere idee opposte sullo stesso fatto. Entrambe sono convinte di applicare bene i propri principi. Ma due affermazioni contrarie non possono essere vere insieme. Almeno una delle due sbaglia, e nessuna delle due lo sente da dentro.
Questo è il punto cieco della convinzione personale. La sensazione di avere ragione accompagna anche chi ha torto. Chi delira fa esattamente ciò che gli sembra giusto. Se bastasse sembrare giusto, il suo criterio varrebbe quanto il nostro.
Qualcuno prova a salvarsi restringendo il campo. Dice che valgono le opinioni del proprio gruppo, non quelle degli stranieri. Ma è una scelta arbitraria. Non c'è nulla nell'essere nostra che renda vera un'opinione.
Così il disaccordo diventa prezioso invece che fastidioso. Non è un incidente da spegnere alzando la voce. È il segnale che manca uno strumento di misura condiviso. Chi lo prende sul serio smette di difendere la propria impressione. Comincia a chiedersi come si potrebbe verificare chi ha ragione. Sulle cose che pesiamo o misuriamo questo passaggio lo abbiamo già fatto. Sulle cose che contano di più non lo abbiamo ancora fatto.