Molti chiamano libertà la possibilità di far andare le cose come pare a loro. Ma un desiderio nasce spesso a caso, senza alcun esame. Ottenere sempre quello che passa per la testa non è libertà. Somiglia piuttosto a un delirio senza freni.
In ogni arte questo si vede subito. Nessuno impara a scrivere decidendo da solo come si compitano le parole. Nessuno impara la musica pretendendo che le note obbediscano al suo umore. In ogni tecnica si impara la forma giusta e il volere si adatta a quella forma. Se bastasse il capriccio, non ci sarebbe niente da imparare.
La vita non fa eccezione, anzi è il campo in cui la regola pesa di più. Gli eventi hanno un ordine che non dipende da noi. Le stagioni si alternano, le annate sono buone o cattive, gli incontri capitano. Formarsi significa imparare a volere le cose come accadono.
Da qui viene una definizione ruvida ma utile. È libero colui per cui tutto accade secondo il suo volere. Non perché il mondo gli obbedisce. Il suo volere ha imparato la forma degli eventi. Il lavoro non consiste nel cambiare le condizioni della vita. Consiste nel mettere la mente in accordo con quello che succede. Chi lo fa smette di combattere una guerra che non può vincere.