Prima di una regola non esistono infrazioni. Esistono comportamenti. È la regola a creare la categoria di chi la viola.
Il meccanismo ha tre passaggi. Il primo è aritmetico. Ogni norma traccia una linea, quindi produce una popolazione che sta dalla parte sbagliata. Più norme si scrivono, più persone diventano irregolari senza aver cambiato nulla di ciò che facevano.
Il secondo passaggio riguarda l'attenzione. Quando le regole sono poche, si ragiona sul merito della cosa da fare. Quando sono tante, si ragiona su come restare formalmente in regola. L'ingegno si sposta dal problema al testo della norma. E chi sa leggerlo meglio ottiene un vantaggio.
Il terzo riguarda il costo. Ogni adempimento richiede tempo, documenti e persone che li controllino. Quel costo pesa più su chi è piccolo, perché è quasi fisso. Il risultato è che le regole scritte per proteggere i deboli spesso li schiacciano.
La ricaduta pratica non è togliere ogni regola. È chiedersi, prima di aggiungerne una, chi diventa irregolare da domani e chi paga il controllo. Se la risposta è tanti e sempre gli stessi, la regola produrrà più aggiramento che ordine.