Davanti a un fenomeno che sorprende si cerca spesso una parola sola. Quella parola viene applicata a ogni caso e sembra funzionare sempre. Sembra che la questione sia chiusa. Ma dare un nome non è spiegare.
Una spiegazione dice a quali condizioni un effetto si produce. Un nome dice soltanto che l'effetto si produce. Se anche quel termine resta senza spiegazione, la domanda si è solo spostata.
La catena si ferma per stanchezza, non per comprensione. A un certo punto il termine viene dichiarato fatto primitivo. Cioè qualcosa che non si può ridurre ad altro. È una dichiarazione comoda, perché mette la parola al riparo da ogni verifica.
Il controllo pratico è semplice. Prova a indicare un caso in cui quel termine non si applica. Se non riesci a trovarne nemmeno uno, non hai una spiegazione. Hai un'etichetta che copre tutto e non distingue niente.
Chi spiega davvero accetta di restringere il campo. Indica le condizioni, quindi accetta anche di poter sbagliare.