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Psicologia delle masse e analisi dell'Io

Pillola

Una parola che spiega tutto non spiega niente

Davanti a un fenomeno che sorprende si cerca spesso una parola sola. Quella parola viene applicata a ogni caso e sembra funzionare sempre. Sembra che la questione sia chiusa. Ma dare un nome non è spiegare.

Una spiegazione dice a quali condizioni un effetto si produce. Un nome dice soltanto che l'effetto si produce. Se anche quel termine resta senza spiegazione, la domanda si è solo spostata.

La catena si ferma per stanchezza, non per comprensione. A un certo punto il termine viene dichiarato fatto primitivo. Cioè qualcosa che non si può ridurre ad altro. È una dichiarazione comoda, perché mette la parola al riparo da ogni verifica.

Il controllo pratico è semplice. Prova a indicare un caso in cui quel termine non si applica. Se non riesci a trovarne nemmeno uno, non hai una spiegazione. Hai un'etichetta che copre tutto e non distingue niente.

Chi spiega davvero accetta di restringere il campo. Indica le condizioni, quindi accetta anche di poter sbagliare.

Resta curioso

Una spiegazione utile deve poter fallire. Come si fa a sapere in anticipo quale osservazione la smentirebbe?

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