La parola materia fa pensare a una cosa sola. In realtà descrive una scala di gradi diversi.
Ogni grado si distingue per la grossezza delle sue particelle. Più una particella è composta, più lentamente si muove. Più lento è il movimento, più densa risulta la materia che ne nasce. All'estremo opposto stanno particelle piccolissime e movimenti rapidissimi.
I gradi più fini non hanno per noi nessun carattere di materia. Non li pesiamo e non li vediamo. Questo non li rende meno reali. Li rende solo fuori dalla portata degli strumenti tarati sul grado in cui viviamo.
I gradi non stanno separati in strati sovrapposti. Si compenetrano. La materia più fine passa dentro quella più grossa e la riempie. Un pezzo di legno si lascia impregnare d'acqua. L'acqua a sua volta contiene gas disciolto. Lo stesso rapporto vale a ogni grado della scala.
La conseguenza pratica cambia dove cercare. Ciò che è più sottile non sta lontano, in un altro luogo. Sta dentro le cose che tocchi ogni giorno, il cibo, l'acqua, l'aria. Cercarlo altrove è il primo errore. Il secondo errore è chiamare inesistente ciò che i nostri strumenti non arrivano a misurare.