Davanti a una persona che ti irrita prova a farti una domanda diversa. Non chiederti perché si comporta così. Chiediti che cosa considera un bene e che cosa un male.
Ognuno agisce a partire da quello che ritiene desiderabile. Chi crede che il piacere sia il bene più alto correrà dietro al piacere. Chi teme la cattiva fama più di ogni altra cosa mentirà per proteggerla. Chi considera la morte il peggiore dei mali farà qualunque cosa per allontanarla.
Una volta che conosci queste convinzioni, le sue mosse smettono di sorprenderti. Diventano quasi prevedibili. In un certo senso quella persona è costretta. Sta seguendo la propria idea di bene, non la tua.
Il vantaggio pratico è doppio. Sparisce lo stupore, che è la parte più faticosa del fastidio. Sparisce anche buona parte del rancore. Non stai più giudicando un carattere. Stai osservando una premessa sbagliata che produce le sue conseguenze.
Resta poi una seconda domanda, più scomoda. Anche le tue azioni raccontano quali opinioni hai tu sul bene e sul male.