Esistono errori individuali ed errori condivisi. I secondi sono più difficili da evitare proprio perché generali.
Il meccanismo è la copertura del numero. Se tutti fanno una cosa, quella cosa smette di sembrare una scelta. Diventa il paesaggio. Molti non si farebbero ingannare da una sciocchezza personale. Poi cadono senza accorgersi in quella collettiva.
Alcune di queste convinzioni si riconoscono facilmente. Quasi nessuno si dice soddisfatto della propria condizione, per quanto buona. Quasi nessuno si dice insoddisfatto della propria intelligenza, per quanto scarsa. Ognuno si lamenta della propria sorte e invidia quella degli altri.
C'è poi la distorsione del tempo e della distanza. Chi vive oggi loda le cose di ieri. Chi sta qui loda le cose di là. Tutto ciò che è passato sembra migliore. Tutto ciò che è lontano sembra più prezioso.
Il rimedio è la misura. Chi ride di tutto sbaglia quanto chi piange di tutto. Prendere le distanze dalle credenze condivise è un lavoro attivo. Nessuno lo fa al posto tuo.